La pernice rossa di Pianosa non è poi così rossa!

L’impressione che si ha  osservando animali in natura è molto spesso gratificante, accade però che alcuni di questi, sotto un aspetto splendido ed in apparenza in piena sintonia con l’ambiente circostante, celino sottili inganni.  E’  il caso della pernice di Pianosa. Sull’Isola la pernice rossa probabilmente era presente in tempi protostorici e storici grazie al suo contatto con l’Isola d’Elba, dove la specie ha sempre vissuto.  Arrigoni degli Oddi, uno dei massimi ornitologi del passato, nella sua “Ornitologia italiana”  del 1929 sostiene che la pernice rossa sia stata presente sull’isola di Pianosa fino alla sua completa estinzione nel 1880.  Altri eminenti zoologi e botanici indicano la specie presente fino al primo decennio del Novecento e solo in seguito realmente estinta.  Che cosa  sia successo sull’Isola dopo la scomparsa  di questo galliforme lo sappiamo solo in parte,  ma la certezza è che oggi la pernice che vive a Pianosa è un ibrido di pernice rossa con la coturnice orientale. E’ quindi una chimera costruita dall’uomo per migliorare la resa produttiva negli allevamenti.  Ad attestarlo  è un ricercatore dei nostri tempi che con la genetica ha risolto ciò che lo sguardo difficilmente nota, pubblicando il suo lavoro nel 2005 su “Biological conservation”, una delle principali riviste internazionali in tema di conservazione della natura.  Del resto i conti tornano, poiché questa introgressione genetica pare essersi originata da introduzioni effettuate a partire dagli anni ’80 dall’istituto di Patologia aviaria dell’Università di Pisa, il quale immise sull’isola alcune coppie di pernici allevate. L’allevamento da cui furono prelevati gli individui immessi sull’isola si trovava in Umbria ed oggi non è più attivo. Il  volatile quindi con Pianosa non ha nulla a che vedere e fa parte, insieme al fagiano comune e molte altre specie, di quel contingente di fauna aliena che può incidere in modo negativo sull’ecosistema dell’Isola. La Commissione Europea, con gli esperti del programma Life,  approvando il progetto “Resto con Life” ne ha sancito la pericolosità, evidenziando una minaccia per la biodiversità della piccola isola mediterranea. Non tutto però è finalizzato alla mera e semplice rimozione di una popolazione introdotta. Se il progetto avrà successo nel togliere dall’isola l’intruso,  con un gruppo di esperti genetisti, sarà valutata la possibilità di reintrodurre esemplari di “vera” pernice rossa, con una corredo genetico d.o.c., anche se poterlo trovare all’Elba non sarà facile.

 

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